Politica
Le atrocità della guerra negli occhi di una bambina
di Gioele Bertani
Mentre morte e distruzione imperversano per le strade, sotto la metropolitana di Kiev un nuovo sorriso alimenta la speranza
A distanza di circa due settimane dal primo suono delle sirene a Kiev, lo scontro Russia-Ucraina appare pressocché invariato. Non sono bastate le sanzioni nei confronti della Russia da parte dei leader mondiali, non sono bastate le parole ricche di sprezzo dei capi di Stato europei, non sono bastati gli aiuti forniti dai Paesi limitrofi nei confronti di una popolazione che si è ritrovata senza più un posto da poter chiamare casa.
La situazione in Ucraina è critica. Il fallimento della diplomazia si scorge negli occhi di Mia, la bambina nata in pieno attacco nei tunnel della metropolitana, ormai divenuta rifugio per tutti gli sfollati della capitale ucraina. E mentre le grandi città europee esprimono il loro dissenso con cortei e manifestazioni che riempiono le piazze ogni giorno (e che in Russia vengono represse sempre più violentemente), i carri armati continuano a fare stragi di civili.
“Un’operazione militare intenta a denazificare e smilitarizzare l’Ucraina – afferma il Cremlino –, parole poco chiare, che si traducono in effettive stragi che sconvolgono l’Occidente”. Un Occidente che pesa le proprie mosse di fronte ad un conflitto che potrebbe da un momento all’altro coinvolgere il globo intero.
“Lodiamo il popolo ucraino per il coraggio dimostrato nel difendere il proprio paese ei nostri valori condivisi di libertà e democrazia. Non li lasceremo soli. L’UE e i suoi Stati membri continueranno a fornire sostegno politico, finanziario, materiale e umanitario coordinato”. Parole, pronunciate dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, che si contrappongono a quelle del “tiranno”, Vladimir Putin, che descrive l’Ucraina come “serva dei padroni occidentali”.
La domanda sorge spontanea: cosa ne sarà del popolo ucraino? Quali sono le intenzioni di Putin? Come giungerà al termine tutta questa triste vicenda? In queste settimane di dialoghi senza risultati l’unica cosa di cui si può essere certi è il supporto che l’Unione Europea riserverà anche in futuro nei confronti della popolazione ucraina, un esempio di resistenza per il mondo intero, che spera ogni giorno di più di non dover rivivere drammi che sembrano richiamare al passato.



















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