Evidenza
Caro carburanti, gli autotrasportatori incrociano le braccia
di Paola Vallone, Rosita Mammoliti, Desirèe Curtosi
Continua la corsa dei prezzi dei carburanti, che ormai superano quota 2 euro al litro e si avviano a toccare quota 2.5 euro. Un costo insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini, che pagano tali aggravi in termini di rincari generalizzati su beni e servizi. Insomma, i risvolti drammatici della guerra in Ucraina mettono sempre più a dura prova anche il mondo occidentale. Il petrolio è da settimane a livelli record per via del conflitto nell’estremo est d’Europa, e l’embargo si riflette sui prezzi alla pompa dei carburanti che, in Italia, non sono mai stati così elevati. In molte stazioni di servizio, questi ultimi hanno ormai superato i 2 euro al litro e in alcuni casi è il gasolio a costare più della benzina, nonostante l’accisa più bassa. I rialzi si registrano ormai dall’inizio dell’anno, ma è stato con lo scoppio della guerra in Ucraina che le quotazioni del Brent hanno iniziato ad alzarsi. Con l’embargo ai prodotti petroliferi russi annunciato da Stati Uniti e Regno Unito la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Di fronte a questo stato dell’arte, c’è poco che il governo possa fare per ridurre l’impatto dei rincari che a cascata stanno investendo l’intero carrello della spesa. L’unico margine di manovra per l’esecutivo è legato all’azione possibile sulla componente fiscale che contribuisce a determinare il prezzo alla pompa. Non è affatto casuale che da giorni si alimentino in tutto il Paese venti di protesta. Sull’Aventino ci sono in primis gli autotrasportatori che hanno deciso, recentemente, di fermarsi. Infatti, a partire da lunedì prossimo, 14 marzo, le aziende di autotrasporti sospenderanno a livello nazionale i loro servizi “per causa di forza maggiore”. Ne dà notizia l’associazione italiana degli autotrasportatori professionisti. Non si tratta di uno sciopero, “ma di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore”, alla luce del caro-energia. Partirà da Torino la protesta dei benzinai contro il caro-carburante. Da lunedì gli impianti self-service resteranno al buio durante le ore notturne. Una scelta che nasce dal fatto che, nonostante i rincari, il ricavo dei benzinai rimane fisso. Annunciate proteste anche in Sicilia. Ma il rialzo dei carburanti alla pompa produce conseguenze negative pure in altri ambiti, considerato che in Italia 80% delle merci viaggia su gomma ed ha effetti diretti su energia e bollette, senza contare i maggiori costi a carico dell’industria e del comparto trasporti. Effetti indiretti che, inevitabilmente, verranno scaricati sui consumatori attraverso un incremento del costo al dettaglio e delle tariffe ormai più che raddoppiate.



















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