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Il Mediterraneo resta un cimitero, nuova strage di migranti
di Serena Maccarone
A due settimane dalla strage di Cutro, un’altra tragedia; 47 gli immigrati dispersi al largo della Libia, alle 02:30 di sabato 11 Marzo. Solo 17 le persone che sono riuscite a mettersi in salvo dalle acque; agli altri 30 è spettato un destino peggiore, risucchiati nella tomba del Mediterraneo
Ore prima era stato richiesto il soccorso del comando generale delle Capitanerie di porto di Roma, il quale ha risposto affermando di non poter intervenire poiché l’area della strage si trovava al di fuori dell’area di responsabilità Sar italiana
Ben 27 le ore passate dalla richiesta di aiuto alla terribile tragedia; i migranti esausti non sono riusciti a resistere e il gommone si è capovolto
“Le autorità italiane hanno ritardato deliberatamente i soccorsi, lasciandole morire”. Questa l’accusa da parte di Alarm phone che per tutto il tempo ha continuato a sollecitare l’aiuto di Roma, ma invano.
A questa, anche la pesantissima denuncia di Sea Watch all’affermazione della Guardia Costiera di non avere i mezzi a disposizione per poter compiere l’importante intervento di salvataggio che avrebbe potuto preservare le vite delle vittime
“Ci arrivano notizie di un nuovo naufragio nel quale sarebbero annegate altre persone. La barca avrebbe chiesto aiuto e gli è stato detto di contattare la Guardia Costiera libica. Una vergogna per l’Italia e per l’Europa, non possiamo più vedere il Mediterraneo ridotto a un grande cimitero a cielo aperto”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein dal palco dell’assemblea nazionale.
“Un’imbarcazione da oltre 24 ore lasciata alla deriva nelle acque libiche. Le persone sono disperate. Se nessuno va a soccorrere, il risultato è scritto: altri morti. Le Ong sono utili a riempire questo vuoto, impedirgli di operare, come fa il governo Meloni, è imperdonabile”. Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.



















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