Cultura

Buchi neri ed onde gravitazionali, così il liceo classico “punta” le stelle

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Nell’antico istituto vibonese è ritornato un ex allievo, ora fisico teorico al “Virgo”

di GIUSEPPE TIANO

Si è parlato di buchi neri ed onde gravitazionali con l’ex allievo Gregorio Carullo al liceo classico M. Morelli di Vibo Valentia. L’incontro, è stato  principalmente  incentrato sulla recente scoperta delle onde gravitazionali, teorizzate da Albert Einstein ben 45 anni fa. Una scoperta totalmente italiana: le onde, infatti, furono osservate per la prima volta a Pisa.

Carullo ha ragionato in questa lectio magistralis davanti alle classi quinte del liceo classico e ad alcuni allievi e docenti, in rappresentanza del liceo scientifico. Una lezione che ha fatto viaggiare le giovani menti nel mondo della fisica e in fattispecie dell’astrofisica.

In maniera molto scorrevole egli ha dato luogo ad una dimostrazione e spiegazione dei fenomeni che permettono l’esistenza di onde gravitazionali, buchi neri, wormhole. Una lezione che ha tenuto dal principio alla fine, con il fiato sospeso dinanzi ai giovani che sono rimasti estasiati dai misteri del nostro cosmo.

Tematica importante dell’intera lezione, che Carullo ha svelato solo alla fine, è quella del fine di questi studi. Carullo afferma che “l’obiettivo comune degli scienziati al CERN, al VIRGO ed in tutto il mondo, è quello dell’unità, della pace. Una cooperazione fra tutte le nazioni per un bene comune”. La scienza viene vista anche come mezzo di pace, le scoperte come tramite per una comunità che abbatta i limiti di stato e di territorio.

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