Politica
Elezioni politiche, una nazione spaccata si avvia al voto
Tre governi in quattro anni: lo sguardo sul Paese sotto il profilo economico, sociale e politico
di ANTONINO ARENA
Le ultime elezioni politiche si sono tenute nel febbraio 2013. Dalle urne non è venuta fuori una maggioranza definita. I governi sono quindi nati da accordi di palazzo. A guidare l’esecutivo sono stati prima Enrico Letta, poi Matteo Renzi ed infine Paolo Gentiloni. Ma la situazione economico-sociale e politica del Paese è cambiata?
Gli effetti della crisi- Fornire una risposta a questo interrogativo non è semplice; sotto l’aspetto economico il paese risente ancora di alcune delle “ferite” provocate dalla difficile congiuntura degli anni scorsi. Numerose sono state le riforme varate dai tre governi che si sono susseguiti alla guida del paese. Gli sforzi non sono mancati, eppure la situazione generale è ancora fortemente precaria. L’Italia resta in preda ad una disoccupazione cronica, la ripresa del mercato del lavoro non è omogenea, il debito pubblico è in continuo aumento e il nostro sistema bancario palesa ancora grandi difficoltà.
Quali prospettive?- Mentre il paese si accinge ad andare al voto, previsto per il prossimo 4 marzo, tra varie proposte, fra i cittadini si fanno strada numerose opinioni. Per qualcuno la ripresa passa dall’uscita dall’euro, qualche altro ritiene che sia necessaria una riforma dell’Unione Europea. Infine vi è chi è convinto che la questione vada affrontata con gradualità.
I temi della campagna elettorale- La prossima campagna elettorale sarà diversa da tutte le altre. Esiste in primo piano una grossa incognita: quanti saranno i cittadini che si recheranno alle urne? Bisognerà anche capire quali saranno i temi affrontati: disoccupazione giovanile, immigrazione e “Ius soli”, terrorismo, europeismo in opposizione all’euroscetticismo. Ci saranno sicuramente molte “ricette” per sconfiggere la disoccupazione giovanile, ancora oggi la più alta in Europa. L’immigrazione degli extracomunitari in Italia con il conseguente dibattito sullo “Ius soli” sarà sicuramente al centro del dibattito elettorale. Nei rispettivi programmi ,ciascun partito non potrà non tralasciare la lotta alle nuove forme di terrorismo e il più attuale che mai dibattito sull’europeismo in opposizione all’euroscetticismo.
Ma la domanda è una sola: riuscirà il nuovo governo a risollevare le sorti di un paese che sembra sempre più in balia di se stesso?



















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