Cultura

La giornata della memoria oltre i cancelli di Auschwitz

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Ricordate il 27 gennaio le vittime dei genocidi compiuti nel corso del ventesimo secolo partendo dall’olocausto degli ebrei fino alle persecuzioni in Armenia ed Anatolia

di ARIANNA MERCATANTE e CLAUDIA LOMBARDO

La giornata della memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’olocausto.
L’evento, che richiama lo sterminio nazista, non si può comprendere, senza analizzare i genocidi che lo hanno preceduto e reso possibile. Tra questi ha un particolare significato sul piano storico-politico, la strage di Armeni effettuata dai militari dell’impero turco per evitare un’eventuale alleanza con i russi, loro nemici.
Il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti, compiuti in gran parte dai “giovani turchi”. L’operazione durò molto tempo e un mese dopo più di mille armeni furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo le strade.
Eventi tragici seguiti nell’arco di un breve periodo, dalle cosiddette “marce della morte” che coinvolsero 1.200.000 persone, molte delle quali stroncate dalla fame, malattia o sfinimento.
Il genocidio armeno causò circa 1,5 milioni di morti che il governo di Ankara rifiuto tuttavia di riconoscere. Successivamente, il governo turco ha punito con l’arresto e la reclusione fino a tre anni chiunque avesse soltanto fatto riferimento in pubblico all’esistenza del genocidio, considerando tale riferimento come un gesto anti-patriottico.

Le celebrazioni nelle scuole. Si è celebrata anche quest’anno la giornata della memoria. In questa occasione, in tutte le scuole vengono riproposti dibattiti, immagini e conferenze che tendono a riprogettare la memoria nel passato. I docenti propongono agli studenti la visione dei consueti film riguardanti il genocidio ebraico e forniscono degli input precisi attraverso la navigazione sul web. Vengono fuori le solite foto, ricche di frasi ad effetto o raffiguranti la gente condannata a morire presso i cancelli di Auschwitz. Questo “rito commemorativo” ormai è divenuta una sorta di moda. Nessuno comprende il significato e l’importanza di questa giornata. Ormai le persone sono così tanto ossessionate dal 27 gennaio da non dare la minima importanza agli altri genocidi come quello degli armeni e come quello dell’Asia minore che sono stati catastrofici e terribili almeno quanto il genocidio ebraico. Tutti noi vediamo la storia del genocidio come qualcosa di parecchio lontano, ci si sente così liberi da pensare che episodi del genere non possano mai accadere a noi, ma probabilmente chi lo pensa si sbaglia di grosso. Perché nella storia nulla è prevedibile.

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