Economia
No Rdc, sì Mia. Ecco come cambiano le cose da Settembre
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di Gioele Bertani e Gabriele Scardamaglia
Niente più Reddito di Cittadinanza. A Settembre 2023 arriva Mia, acronimo di Misura di Inclusione Attiva, il nuovo sussidio che il governo Meloni ha disposto a sostegno di tutte quelle famiglie che vivono in ristrettezze economiche.
La bozza di testo presentata prevede tra i destinatari sia famiglie povere senza soggetti occupabili sia quelle con soggetti occupabili, a seconda delle seguenti distinzioni: le prime sono quelle dove c’è almeno un minorenne o un anziano over 60 o un disabile; le seconde quelle dove non ci sono queste situazioni ma almeno un soggetto tra 18 e 60 anni d’età. Ciò riduce in modo sostanziale il numero di beneficiari di cui si contano 300 mila nuclei monofamiliari e più di 100 mila nuclei con più membri.
L’importo dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro mensili, come nel Reddito. Si discute ancora sulla quota aggiuntiva nel caso in cui il beneficiario debba pagare l’affitto. Il Reddito prevede fino a 280 euro al mese. Con la Mia questa quota potrebbe essere alleggerita e modulata sulla numerosità del nucleo familiare. Ma la stretta maggiore colpirà gli occupabili. Qui l’ipotesi che ha più chance è quella che vede l’assegno base ridotto a 375 euro. Inoltre, mentre per i poveri in breve la Mia durerà, in prima battuta, fino a 18 mesi (come ora il Reddito), per gli occupabili non più di un anno.
Con la riforma del Reddito e della pensione di cittadinanza (quest’ultima di fatto assorbita nella Mia) il governo punterebbe a risparmiare complessivamente almeno 2-3 miliardi l’anno rispetto ai 7-8 spesi annualmente per il Reddito.
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