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Chiara Ferragni e gli outfit di Sanremo

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di Lorena Corigliano

In questa edizione del festival di Sanremo 2023, Amadeus ha voluto accanto a sé come co-conduttrice dello show, Chiara Ferragni, moglie di Fedez e nota influencer molto amata dai giovani. Per gli outfit delle serate la trentacinquenne si è affidata a due brand che ama in maniera particolare: Schiaparelli e Dior. Non si è limitata a indossare solo vestiti di alta moda, ma ha scelto di “parlare con il corpo”, affrontando tematiche che le stanno molto a cuore.    

Per il suo primo ingresso, ha puntato sull’eleganza con abito nero lungo da sera e una stola con su scritto “pensati libera” appoggiata sulle spalle. Queste due parole sono rivolte alle donne per ribadire l’importanza di uscire dalle gabbie imposte dal sessismo e dal maschilismo, in nome della propria indipendenza sotto ogni aspetto e veicolare l’importante messaggio  di potersi esprimere oltre ogni stereotipo, oltre le etichette e le aspettative altrui, mettendo al primo posto il proprio valore e la propria unicità.

 Un altro abito che ha impressionato tutti è stato  il “vestito senza vergogna”. Molti credevano che la Ferragni fosse nuda ma poi chiariva il senso di quell’insolito vestito sia su Instagram che sul palco con queste parole: “Ho scelto questo abito per riportare l’attenzione sui diritti delle donne, su come esse debbano  disporre del proprio, questione ancora considerata discussa e discutibile. Questo è l’obiettivo dietro il look che proposto”. L’idea di un abito che simulasse il corpo nudo di Chiara è arrivata immediatamente prendendo ispirazione da una creazione di Mariagrazia Chiuri per Dior. Il vestito in tulle color carne riproduce il corpo dell’influencer al naturale senza vergogna. Questa illusione di nudità vuole ricordare a tutte il diritto e l’uguaglianza di genere che hanno nel mostrare, disporre di se  stesse senza doversi sentire giudicate o colpevoli. Questa illusione di nudità vuole ricordare che chiunque decida di mostrarsi, o sentirsi sexy non autorizza nessuno a giustificare le violenze degli uomini o ad attenuarne le colpe. “Questo è il corpo di tutte”, ha ribadito più volte dal palco.

“L’abito contro l’odio”, un vestito lungo bianco con ricamati tutti i peggiori insulti che lei stessa ha ricevuto. “Quant è secca”, “Photoshop il c**o vero è flaccido”, “Disgusting”, “A breve un p**no”, “Ma sei mamma escort”, “Perché non ti rifai il seno”. Con questo abito Chiara ha portato sul palco del teatro Ariston alcune delle critiche rivolte sul suo aspetto, sul suo corpo e soprattutto sulla sua libertà di sentirsi donna oltre che mamma. Le frasi di disprezzo ricamate in perle nere sono le vere offese che ogni giorno gli haters rivolgono alle sue foto postate su Instagram. “Portando queste frasi sessiste a Sanremo vogliamo spronare tutte a fregarsene e ricordare alle donne di non farsi abbattere da chi odia perché sono solo i pareri di chi ci ama a contare veramente”, cosi afferma la Ferragni.

  “La gabbia”, con cui ha posato anche la figlia Vittoria. Dice Chiara “Liberare le nuove generazioni dagli stereotipi di genere nei quali spesso le donne si sentono ingabbiate”. Questo vestito significa speranza: speranza di rompere le convenzioni imposte dal patriarcato, speranza che riponiamo nelle bambine di oggi che saranno le donne di domani. Questo è l’augurio di una mamma alla sua bambina”.

 “Pantaloni (e addominali)”. Il primo e ultimo paio di pantaloni di Chiara Ferragni a Sanremo. “In molti credono che una donna per essere presa sul serio in certi ambiti debba assumere comportamenti maschili o debba vestirsi da uomo per dimostrare capacità di leadership. L’abito pantalone in velluto nero, interrotto da un corsetto con ricamati di perle a forma di addominali, vuole essere una caricatura a questo stereotipo sessista. Un messaggio agli uomini ancora convinti nella narrazione del “mostrare i muscoli” per essere definite donne degne di rispetto. Non rinunciate alla vostra femminilità perché da qualcuno è considerata un punto di debolezza perché è proprio lì che si trova la forza delle donne.”

 “L’abito utero”. Anche questo un abito lungo nero con un profondo décolleté decorato da una collana dorata a forma di utero, simbolo dell’attivismo per i diritti riproduttivi, l’accesso all’aborto sicuro e alla procreazione assistita che sono una questione di diritti umani a cui non dobbiamo rinunciare. Perché ogni essere umano, uomo o donna che sia, deve essere messo in grado di prendere liberamente le decisioni sul proprio corpo. Non permettiamo che le lotte vinte dalle nostre madri debbano essere combattute anche dalle nostre figlie.”

“L’abito in raso blu”. Un altro abito semplice ma ricco di significato è questo abito in raso blu con un motivo in oro dipinto a mano (firmato Schiaparelli). “Liberate il vostro corpo e fatene ciò che volete perché il corpo della donna è il capolavoro massimo della creazione.”

 “Abito turchese con bustier scultura”. L’abito firmato Schiaparelli, in taglio bias in raso di seta blu elettrico con busto trompe l’œil in resina metallizzata arricchito da una collana lucchetto, può essere considerato un classico della maison parigina oggi diretta dall’americano Daniel Roseberry. “Essere donne senza dover essere considerate solo delle madri”. La lotta femminile contro la colpa di voler conciliare tutto è stato il tema che abbiamo chiesto di elaborare a Daniel Roseberry per questo abito realizzato dalla maison Schiaparelli . La durezza dell’armatura oro scolpita sui seni di Chiara rappresenta una forza che non ha bisogno di imitare quella maschile per essere considerata di pari livello. Mentre la sottoveste di satin è dipinta di blu perché è da sempre il colore associato alla sacralità della maternità qui rappresentata come stereotipo della donna mentre nutre un bambino d’oro. Non essere considerate solo apparati riproduttivi è la scelta per cui combattere ogni singolo giorno!” Il messaggio che Chiara Ferragni ha voluto trasmettere quindi è quello di essere libere, di non dipendere da nessuno e di non sentirsi buone a nulla.

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