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Fuga dal liceo classico, le ragioni di una scelta

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di Simona Caprino e Paola De Sossi

Caduta inarrestabile delle iscrizioni al liceo classico, solo il 5,8% degli alunni di terza media intraprenderà il percorso formativo che include lo studio della lingua e della letteratura greco-latina.

In questi ultimi decenni prevalgono, infatti, gli studi scientifici e tecnici  nelle scelte degli alunni, mentre cala l’interesse verso l’area umanistica: persino nella scelta del liceo scientifico si evita l’indirizzo tradizionale nel quale è presente il latino.

Il principale motivo è  il pensiero unanime secondo cui il mondo di domani avrà più bisogno di tecnici che di umanisti e perciò “studiare l’Iliade sembra a molti una perdita di tempo”.

Il liceo classico crea sempre un divario tra chi lo ama e lo difende fortemente, credendo che sia l’unica speranza per questo mondo in declino, e chi, d’altra parte, lo disprezza e lo ritiene superato. Come scrive il noto giornalista e critico Massimo Gramellini, che vuole stigmatizzare i luoghi comuni riguardo la scuola antiquata :“È vero, il classico non ti spiega «come» funziona il mondo, ma in compenso ti abitua a chiederti «perché»”. Proprio lui sostiene che  “il classico è come la cyclette: mentre ci stai sopra, fai fatica e ti sembra che non porti da nessuna parte. Ma quando scendi, scopri che ti ha fornito i muscoli per andare dappertutto”.   

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