Politica
Gli orrori della guerra sotto le macerie di Bucha
di Beatrice Dicosta e Alessia Bruni
A Bucha si è consumato l’episodio di guerra che ha maggiormente scosso, negli ultimi giorni, l’opinione pubblica per la crudeltà delle immagini che ci sono pervenute dai media ucraini. Gran parte della città, dalla quale i russi si sono ritirati il primo aprile, è stata distrutta dai bombardamenti degli aerei russi e si stanno recuperando i corpi sotto le macerie.
Le immagini sono sconvolgenti e testimoniano un massacro, l’ultimo ritrovamento del cinque aprile è il cadavere martoriato di un uomo con le mani legate. Il sindaco del sobborgo, Anatoly Fedoruk, riferisce un conteggio di circa 300 vittime dell’attacco russo, le immagini ci forniscono le prove di esecuzioni sommarie ed ingiustificate di civili. Sulla via Yablonska sono stati ritrovati più di 21 corpi: questa era famosa per il suo ponte che, prima di essere distrutto dai bombardamenti, era un crocevia di profughi. Fa molto riflettere che un luogo di speranza per molti si sia trasformato un luogo di morte e distruzione infrangendo la possibilità di civili e soldati di sfuggire ad un massacro indiscriminato.
Il medesimo scenario è stato prospettato in altri territori, da vari testimoni che hanno raccontato ai media ucraini di altrettanti cadaveri ritrovati in un seminterrato, uccisi con lo stesso modus operandi a Prolisok. Il difensore civico Lyudmila Denisova denuncia “Bambini di meno di 10 anni uccisi con segni di stupro e tortura sono stati trovati nella città di Irpin”.
Zelensky spiega che potrebbe essere ancora più alto il numero delle vittime delle torture russe nelle altre città liberate dall’assedio rispetto a quelle rinvenute a Bucha, i soldati russi stanno tentando di nascondere la colpevolezza nelle uccisioni di massa con finte interviste ai civili. Le autorità del Cremlino negano le proprie responsabilità e anzi sostengono che il materiale fotografico sia stato falsificato dal governo ucraino accusandolo di diffusione di fake news e di aver architettato questo. L’Ucraina chiede alla corte internazionale contro i crimini di guerra delle indagini per dimostrare che siano stati commessi, impegnandosi inoltre ad identificare gli esecutori materiali di questi atti.



















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