Cultura
L’area archeologica del Cofino e i segreti dell’antico culto di Kore Persefone
Breve viaggio nella zona del Cofino, storia degli scavi archeologici e nuove iniziative.
di VINCENZINO VALENZISI
Il sito. Nel 1921 l’archeologo roveretano Paolo Orsi avvia, in località Cofino, piccolo colle che si innalza nei pressi della antica Hipponion, una campagna di scavi volti a portare alla luce quell’antico tempio, probabilmente votato al culto di Persefone, la cui esistenza venne indovinata già in tempi remoti a causa della posizione evidentemente strategica e quasi simbolica del sito in cui esso si trova: il tempio sorgeva al centro di un fitto bosco sacro ed era difeso da una profonda vallata che si estendeva ai piedi del colle. È in questo luogo, secondo la tradizione hipponiate, che Persefone fu rapita da Ade, e la località ha visto nascere intorno a sé un alone di interesse che ha calamitato l’attenzione di diversi archeologi e studiosi.
Le prime campagne di scavi. In un primo momento, Orsi rinvenne le strutture fondamentali del tempio, due rulli e svariate schegge appartenenti a quella che si suppone essere la sua colonna portante; portò poi alla luce diverse favisse, depositi naturali scavati nel terreno nei quali erano immagazzinate le offerte votive dei cittadini hipponiati e cumuli di terrecotte sacre. Ulteriori scavi effettuati negli anni ’70 dello scorso secolo riportarono alla luce nuove favisse e alternative strutture archeologiche consacrate al culto divino e, dunque, complementari al tempio, che risalgono probabilmente al VI secolo a.C. e sono affiancate, a poca distanza, dai resti di possenti muri in blocchi di calcare ed arenaria.
I reperti. Tra i vari reperti rinvenuti si riconoscono vasi, statuette, tavolette decorate a rilievo, oggetti per la cosmesi e la statua femminile acefala, realizzata in marmo, che si trova attualmente nel museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. L’autenticità del culto di Persefone e Demetra sembra essere attestata dal ritrovamento di statuette rappresentanti divinità femminili portatrici di una fiaccola; tuttavia le opinioni riguardanti l’effettiva identità del culto sono tra di loro discrepanti, e la questione è ancora ben lungi dall’essere risolta.
Nuove iniziative. Nel 2015 una nuova campagna di scavi, ancora inconclusa, ha portato alla luce nuova parte delle fondamenta, una parte dell’elevato della cella e ulteriori strutture non meglio identificate, ancora in attesa di essere profondamente studiate. Oggi il tempio in località Cofino costituisce, insieme con il Monasterium Castellarium di Bivona, parte dell’area archeologica dell’antica Hipponion. Sono previsti il restauro degli edifici rinvenuti e la realizzazione di un tracciato stradale che congiunga tra di loro i diversi ritrovamenti.



















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