Cultura

“Fai silenzio ca parrasti assai”, Marisa Manzini “incanta” gli studenti

By  | 

Il procuratore aggiunto di Cosenza e il registra Giovanni Virgilio hanno parlato agli allievi dell’istituto durante la notte nazionale del Liceo Classico

di Denise Amico e Gioele Bertani

È stato il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, magistrato esperto nella lotta alla ‘ndrangheta, uno dei principali protagonisti della notte nazionale dei liceo classico M. Morelli 2020. Nel corso della serata è stato preso in esame l’ultimo libro della dott.ssa Manzini, intitolato “Fai silenzio ca parrasti assai. Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta”.

Il volume  in questione, edito da Rubbettino, nasce dalle parole pronunciate durante un’udienza  dal boss Pantaleone Mancuso alias “Scarpuni” : ”Fai silenzio ca parrasti assai,hai capito ca parrasti assai? Fai silenzio fammi parrari a mia… fai silenzio, stai zitta, sto parlando io…”. Parole, o meglio intimidazioni che consentono di  svelare alcuni aspetti dello scenario inquietante della vita ‘ndranghetista, caratterizzata da omertà,crudeltà e prepotenza dagli occhi di una donna che non ha paura dei diktat della criminalità organizzata,una piaga di cui è vittima da decenni la nostra regione.

Erano gli anni ’70, infatti, quando la criminalità organizzata diventava mafia “imprenditrice” infiltrandosi nelle aziende che contribuivano alla costruzione del Porto di Gioia Tauro. Da quel momento, la mafia iniziò a dominare il tessuto culturale locale. Il libro consente di comprendere pure  l’assetto della criminalità organizzata partendo dall’operazione Dinasty del 2003 fino ad arrivare al processo Black money,  celebrato davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

Marisa Manzini si incunea con estrema capillarità nel tessuto della malavita organizzata, parla di donne piegate dalla violenza dei boss, racconta la vicenda di giovani uccisi come Michele Penna, di donne soffocate dalla morte nel silenzio, come Tita Buccafusca.

Il tema del degrado nel quale alberga la criminalità organizzata è stato sviscerato, nel corso della Notte del liceo classico M. Morelli, anche dal regista siciliano Giovanni Virgilio, autore del film “Malarazza”, ambientato nella periferia catanese di Librino. Una pellicola che vuole mandare un messaggio di speranza e riscatto per i giovani che sopravvivono in questo clima ostile.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *