Cultura

Le dieu du carnage, tra conflitti generazionali e contrasti familiari

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Successo di pubblico nella seconda rappresentazione della nuova stagione teatrale vibonese  con la commedia francese nata nel 2006 dalla creatività della drammaturga e scrittrice Yasmina Reza

di CHIARA COSTA

La commedia “Le dieu du carnage” ha come protagoniste due famiglie, la Houillié e la Reille, riunitesi all’interno di una casa per chiarire cosa fosse accaduto ai loro figli: Ferdinand Reille, era stato colpito con un bastone da Bruno Houillié, che gli aveva rotto due incisivi, perché questi non era stato fatto membro della gang di Ferdinande. Nonostante le pacifiche intenzioni iniziali, ben presto erano nate risse e liti sia tra le due famiglie, sia tra marito e moglie, sporadicamente intervallate da momenti di minima tranquillità.

La tensione. La scena più drammatica dell’opera, che costituirà il punto focale della concitata discussione, viene messa in atto nel momento in cui Annette Reille, colta da una crisi di nervi, vomita sul tavolino del soggiorno di casa Houillé, rovinando interamente dei libri costosi, motivo di vanto per Véronique.

I personaggi. I protagonisti dello spettacolo rappresentato al Cinema Moderno sono stati Rossella Fava (ovvero Véronique, grande appassionata d’arte e fotografia e saggista momentaneamente occupata nella scrittura di un libro sul Darfur), Davide Enea (che interpreta Michel Houllié, grossista di articoli casalinghi), Serena Ferraiuolo (ovvero Annette Reille) e Luigi Feroleto, regista della commedia e giovane attore vibonese diplomatosi nella prestigiosa accademia ‘Paolo Grassi’ di Milano ed ex allievo del nostro Liceo Michele Morelli (dove, grazie al laboratorio teatrale, si è accostato a questa carriera), che qui inscena Alain Reille, un avvocato sempre al cellulare e apparentemente disinteressato alle vicende familiari. In questo marasma non mancano, però, tematiche importanti quali l’omofobia, la misoginia, il razzismo.

La morale. La rappresentazione si conclude dimostrando che, nonostante i tentativi di riconciliazione, ognuno rimane sempre nel proprio ego e con i propri ideali, senza trovare una sana e vera via di rappacificazione.

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