Economia

Stati Uniti d’Europa: un’utopia o l’unica possibilità?

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A 60 anni dai trattati di Roma, l’Europa resta al centro dei dibattiti internazionali, in bilico tra un ritorno al passato e una soluzione futura

di MARCO RUSSO

Il modello dell’Europa Unita sognato nel manifesto di Ventotene forse non è mai stato attuato. Le diverse radici dei popoli continuano a creare divergenze e le regole stabilite da Bruxelles stanno sempre più strette agli stati dell’Ue. Per questa ragione si sono fatti strada varie forme di estremismo. Negli ultimi anni, si è assistito, sia a livello nazionale che internazionale, ad un rientro sulla scena politica dei partiti nazionalisti. Le vittorie di Trump in America e della Brexit al referendum inglese hanno gettato benzina sul fuoco nell’ambito di uno scontro ideologico che ci ha riportato indietro di molti decenni, fino agli anni ’30.Il dibattito politico, che in seguito alla crisi del 2008 aveva riguardato più il tema finanziario, è tornato a concentrarsi su temi sociali e razziali. E’ tornato anche a diffondersi il modello di politico che tende a ergersi giustiziere sociale, dichiarandosi protettore di una razza e attaccandone un’altra e ciò giustifica i numerosi paragoni e i parallelismi con il periodo del nazifascismo e del comunismo, quando sul vecchio continente imperversavano le dittature di Hitler, Mussolini e Stalin.

L’alternativa. Proprio nel tentativo di prevenire il ritorno di regimi totalitari e nazionalisti era stata creata un’alternativa verso la fine della seconda guerra mondiale confluita nell’avvio di un processo europeista già all’inizio degli anni ‘60.Un “primum movens” può essere ritenuto “Il manifesto di Ventotene”, pubblicato nel 1944.All’interno, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi esposero le loro idee e i loro progetti riguardo una federazione costituita da paesi europei. Idee che potrebbero a primo impatto far pensare alla moderna Unione Europea. Quest’ultima presenta più differenze che similitudini con gli “Stati Uniti D’Europa” sognati dagli autori del manifesto. Nel documento, denominato inizialmente “Per un’Europa libera e unita”, veniva auspicata una cessione della sovranità nazionale da parte dei singoli stati a favore della federazione, affinchè potesse essere garantita la stabilità dell’organismo sovranazionale.

Il documento. Nella prima parte del Manifesto, nella quale viene analizzata la crisi della civiltà contemporanea dagli autori, la sovranità nazionale viene individuata come la causa di numerose guerre, in quanto spinge a vedere lo stato come entità divina. Da qui il convincimento della superiorità rispetto alle altre nazioni.Una critica viene anche rivolta ad un antenato dell’Onu, la Società delle Nazioni, considerata inutile vista l’assenza di una forza militare in grado di far rispettare il diritto internazionale. I due ideatori del documento propongono, inoltre, la fine definitiva delle autarchie economiche, ovvero le spine dorsali dei regimi totalitari.

L’Europa di oggi. Una sostanziale differenza con la moderna Ue è la presenza di una forza armata europea che vada a sostituire gli eserciti nazionali e una sicurezza basata sulla collaborazione totale tra i vari stati membri della federazione, cosa che oggi, a eccezione dell’interpool, non avviene. L’Unione Europea, pur avendo non poche differenze con l’Europa pensata Spinelli e Rossi, è evidente che abbia subito la fondamentale influenza dei due autori del manifesto, garantendo così oltre 65 anni di pace nel nostro continente ed una crescita economica e sociale.Ma, nell’era della globalizzazione, soprattutto negli ultimi anni, il nostro continente, ancora in preda di quelle sovranità nazionali tanto criticate nel documento di Ventotene, non riesce più a seguire il passo delle potenze mondiali. E’ ancora inesistente, quindi, la federazione agognata da Altero Spinelli ed Ernesto Rossi e, con la crescita dell’ideologia nazionalista, soprattutto nelle classi sociali più colpite dalla crisi del 2008, forse potrebbe soltanto restare un’utopia.

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